Libro IV [Sulla chiamata in giudizio (E. V)]
52. D. 2.4.1 (Lenel 129)
Chiamare in giudizio è chiamare per far valere un diritto.
[In ius vocati ut eant aut vindicem dent (E. 11)]
53. D. 47.10.23 (Lenel 130)
Qui in domum alienam invito domino introiret, quamvis in ius vocat, actionem iniuriarum in eum competere Ofilius ait.
vocati F
54. D. 2.4.5 (Lenel 131)
quia semper certa est, etiam si vulgo conceperit: pater vero is est, quem nuptiae demonstrant.
55. D. 2.4.7 (Lenel 132)
Patris adoptivi parentes impune vocabit, quoniam hi eius parentes non sunt, cum his tantum cognatus fiat, quibus et adgnatus.
56. D. 2.4.9 (Lenel 133)
Is quoque, qui ex causa fideicommissi manumittit, non debet in ius vocari, quamvis ut manumittat, in ius vocetur.
in add. F3
57. D. 2.4.11* (Lenel 134a)
Quamvis non adiciat praetor causa cognita se poenale iudicium daturum, tamen Labeo ait moderanÂdam iurisdictionem: veluti si paeniteat libertum et actionem remittat: vel si patronus vocatus non veÂnerit: aut si non invitus vocatus sit, licet edicti verba non patiantur.
* libro quinto F1
58. D. 50.17.108 (Lenel 134b)
Fere in omnibus poenalibus iudiciis et aetati et imprudentiae succurritur.
[Che coloro che siano stati chiamati in giudizio si presentino o diano un garante (E. 11)]
53. D. 47.10.23 (Lenel 130)
Ofilio afferma che spetti l’azione di ingiurie contro colui il quale, anche se per chiamare in giudizio, si sia introdotto nella casa di un altro contro la volontà del padrone.
54. D. 2.4.5 (Lenel 131)
perchĂ© è sempre certa, anche se abbia concepito dandosi a tutti; il padre invece è quello che indicano le nozze.
55. D. 2.4.7 (Lenel 132)
Chiamerà in giudizio impunemente gli ascendenti del padre adottivo, perchĂ© costoro non sono suoi ascendenti, diventando solo cognato di coloro per i quali diventa anche agnato.
56. D. 2.4.9 (Lenel 133)
Colui il quale manomette a causa di un fedecommesso, non deve essere chiamato in giudizio, anche se venga chiamato affinché manometta.
57. D. 2.4.11 (Lenel 134a)
Sebbene il pretore non aggiunga che concederà l’azione penale previa cognizione della causa, tuttavia Labeone afferma che la giurisdizione debba essere moderata: come se il liberto si penta e rimetta l’azione, o se il patrono chiamato in giudizio non sia comparso, oppure se non sia stato chiamato in giudizio contro la sua volontà, sebbene le parole dell’editto non lo ammettano.
58. D. 50.17.108 (Lenel 134b)
All’incirca in tutte le azioni penali si viene in soccorso sia dell’età sia dell’imprudenza.
59. D. 2.6.3 (Lenel 135)
quoniam pro locuplete accipitur [fideiussor] in necessariis personis.
quivis ins. Mommsen - vindex qualiscumque Paulum scripsisse putat Lenel: < > Krüger, qui putat vindex fuisse
60. D. 2.8.4 (Lenel 136)
Si decesserit qui [fideiussorem dederit iudicio sistendi causa], non debebit praetor iubere exhibere eum. quod si ignorans iusserit exhiberi vel post decretum eius ante diem exhibitionis decesserit, deneganda erit actio. si autem post diem exhibitionis decesserit aut amiserit civitatem, utiÂliter agi potest.
Fideiuss. ded. iud. sist. causa] vindicem dederit Paulum scripsisse putat Lenel: < > Krüger - exhiberi Haloander
[Ne quis eum qui in ius vocabitur vi eximat (E. 12)]
61. D. 2.7.2 (Lenel 137)
Nam cum uterque contra edictum faciat, et libertus qui patronum vocat, et is qui patronum vi eximat: deteriore tamen loco libertus est, qui in simili delicto petitoris partes sustinet. (1) Eadem aequitas est in eo, qui alio quam quo debuerat in ius vocabatur: sed et fortius dicendum est non videri vi eximi eum, cui sit ius ibi non conveniri.
62. D. 2.7.4 (Lenel 138)
Sed eximendi verbum generale est, ut Pomponius ait. eripere enim est de manibus auferre per raptum: eximere quoquo modo auferre.
ut puta si quis non rapuerit quem, sed moram fecerit quo minus in ius veniret, ut actionis dies exiret vel res tempore amitteretur: videbitur exemisse, quamvis corpus non exemerit. sed et si eo loco retinuerit, non abduxit, his verbis tenetur. (1) Item si quis eum, qui per caÂlumniam vocabatur, exemerit: constat eum hoc edicto teneri. (2) Praetor ait â€?neve faciat dolo malo, quo magis eximeretur’: nam potest sine dolo malo id fieri, veluti cum iusta causa est exemptionis.59. D. 2.6.3 (Lenel 135)
poichĂ© nei confronti delle persone legate da stretti vincoli il fideiussore è accettato come se fosse facoltoso.
60. D. 2.8.4 (Lenel 136)
Se sia deceduto colui il quale abbia dato un fideiussore per la comparizione in giudizio, il preÂtore non dovrà ordinare la comparizione. Se, non essendone a conoscenza, abbia ordinato che comparisse, o, dopo l’emanazione del suo decreto, quello sia deceduto prima del giorno della comparizione, l’azione dovrà essere negata. Se poi sia deceduto oppure abbia perso la cittadinanza dopo il giorno della comparizione, è possibile agire in via utile.
[Che nessuno sottragga con violenza chi sarà chiamato in giudizio (E. 12)]
61. D. 2.7.2 (Lenel 137)
Infatti, pur operando entrambi in contrasto con l’editto, sia il liberto che chiama il patrono, sia chi sottrae con violenza il patrono, tuttavia il liberto, che, trovandosi anch’egli a commetÂtere un delitto, assume il ruolo di attore, si trova in una condizione deteriore. (1) La stessa equità si applica nei confronti di colui il quale veniva chiamato in giudizio in un luogo diverso da quello in cui avrebbe dovuto essere chiamato, ma anche, a maggior ragione, deve essere affermato che non si considera che venga sottratto con violenza colui il quale abbia il diritto di non essere lì convenuto.
62. D. 2.7.4 (Lenel 138)
Ma, come afferma Pomponio, sottrarre è un termine generale. Strappare infatti significa porÂtar via dalle mani attraverso uno strappo.
Sottrarre significa portar via in qualsiasi modo. Come, per esempio, se qualcuno non abbia rapito un altro, ma ne abbia provocato il ritardo in modo che non comparisse in giudizio, affinchĂ© spirasse il termine per l’esercizio dell’azione o si perdesse la lite per il decorso del tempo; si considererà posto in essere un sottrarre, sebÂbene non vi sia stata una sottrazione corporale. Ma anche se lo abbia trattenuto in qualche luogo, senza condurlo via, è tenuto in forza di queste parole dell’editto. (1) Parimenti se qualÂcuno abbia sottratto colui il quale veniva chiamato in giudizio con calunnia, è certo che sia tenuto in forza di questo editto. (2) Il pretore afferma â€?nè con dolo faccia in modo che venga sottratto’: infatti ciò può essere fatto senza dolo, come per esempio quando vi sia una giusta causa di sottrarsi alla comparizione.Liber V
[De postulando (E. VI. 14-16)] [Qui pro aliis ne postulent (E. 15)]
63. D. 50.17.109 (Lenel 145)
Nullum crimen patitur is, qui non prohibet, cum prohibere potest.
[Qui nisi pro certis personis ne postulent (E. 16)]
64. D. 3.2.14 (Lenel 139)
Servus, cuius nomine noxale iudicium dominus acceperit, deinde eundem liberum et heredem instiÂtuerit, ex eodem iudicio damnatus non est famosus, quia non suo nomine condemnatur: quippe cum initio lis in eum contestata non sit.
65. D. 3.2.5 (Lenel 140)
quoniam intellegitur confiteri crimen qui paciscitur.
66. D. 3.2.7 (Lenel 141)
In actionibus, quae ex contractu proficiscuntur, licet famosae sint et damnati notantur, attamen pactus non notatur, merito: quoniam ex his causis non tam turpis est pactio quam ex superioribus.
profiscincuntur F - et damnati notantur, attamen] Iust. (Ferrini) - ex om. F
67. D. 3.2.9 (Lenel 142)
Uxores viri lugere non compelluntur. (1) Sponsi nullus luctus est.
compellentur F
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- Libro X [Sui calunniatori (E. IX.36-38)]
- Libro XI [Sulle reintegrazioni (E. X)]
- Libro VI [Sui vadimoni (E. VII. 17-24), 1]
- Libro XIII [Sulle assunzioni (E. XI)]
- Libro IX [Sui cognitori, sui procuratori e sui difensori (E. VIII.2)]
- Libro XVI [Sul testamento contrario ai doveri verso i congiunti]
- Libro XI [Sulle reintegrazioni (E. X)]
- Libro X [Sui calunniatori (E. IX.36-38)]
- Libro VI [Sui vadimoni (E. VII.17-24), 1]
- Libro XIII [Sulle assunzioni (di un impegno) (E. XI)]
- Libro XII [Ciò che si dica essere stato (fatto [?]) con l’autorizzazione di chi non sia stato tutore (E. 43)]
- Libro VII [Sui vadimoni (E. VII.17-24), 2]
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