Libro V [Sulla proposizione della domanda giudiziale (E. VL14-16)] [Che non propongano domanda giudiziale in favore di altri (E. 15)]
63. D. 50.17.109 (Lenel 145)
Non commette un crimine colui il quale non lo impedisce, quando può impedirlo.
[Che non propongano domanda giudiziale se non in favore di determinate persone (E.
16)]64. D. 3.2.14 (Lenel 139)
Lo schiavo, in nome del quale il padrone abbia accettato un giudizio nossale, e poi lo abbia manomesso ed istituito erede, condannato in quello stesso giudizio non è macchiato da inÂfamia, poiché non è stato condannato in suo nome: perché la lite non è stata contestata fin dall’inizio nei suoi confronti.
65. D. 3.2.5 (Lenel 140)
perché chi patteggia è considerato confessare il crimine.
66. D. 3.2.7 (Lenel 141)
Nelle azioni derivanti da un contratto, sebbene siano infamanti e i condannati siano colpiti con nota di infamia, chi ha patteggiato invece a ragione non è colpito da nota di infamia: poiÂché in queste cause il patteggiamento non è così turpe come in quelle precedenti.
67. D. 3.2.9 (Lenel 142)
I mariti non sono costretti a portare il lutto per le mogli. (1) Non vi è lutto per chi ha effettuato la promessa di matrimonio.
68. D. 3.2.12 (Lenel 143)
Qui iussu patris duxit, quamvis liberatus potestate patria eam retinuit, non notatur.
69. D. 23.1.13 (Lenel 144)
Filio familias dissentiente sponsalia nomine eius fieri non possunt.
familiae F1
70. D. 3.1.4 (Lenel 146)
item quibus propter infirmitatem curatorem praetor dare solet.
68. D. 3.2.12 (Lenel 143)
Chi l'ha presa in matrimonio per ordine del padre, nonostante l'abbia trattenuta in matrimoÂnio dopo essere stato liberato dalla patria potestà, non è colpito da nota di infamia.
69. D. 23.1.13 (Lenel 144)
Essendo dissenziente il figlio di famiglia, non possono essere formulate promesse di matriÂmonio in suo nome.
70. D. 3.1.4 (Lenel 146)
parimenti a coloro i quali il pretore è solito dare un curatore in ragione dell'infermità.
Liber VI
[De vadimoniis (E. VII.17-24), 1]
[Qui satisdare cogantur vel iurato promittant vel suae promissioni committantur (E. 18)]
71. D. 50.17.110pr. (Lenel 147)
In eo, quod plus sit, semper inest et minus.
72. D. 50.17.110.1 (Lenel 148)
Nemo alienae rei expromissor idoneus videtur, nisi si cum satisdatione.
si del. edd.
73. D. 3.3.6 (Lenel 149)
et qui in foro et qui in urbe et in continentibus aedificiis:
74. D. 2.8.16 (Lenel 150)
Qui iurato promisit [iudicio sisti] non videtur peierasse, si ex concessa causa hoc deÂseruerit.
iudicio sisti] vadimonium Paul. (Lenel): < > Krtiger
75. D. 12.2.15 (Lenel 151)
Ad personas egregias eosque qui valetudine impediuntur domum mitti oportet ad iurandum.
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- Libro V [Sulla proposizione della domanda giudiziale (E. VI.14-16)]
- Libro XV [Per quali cause non è opportuno che vi sia un giudizio preliminare (E. XIV)]
- Libro IV [Sulla chiamata in giudizio (E. V)]
- Libro XIV [Sulla dazione dei garanti (E. XII. 51)]
- Libro XIV [Sulla dazione dei garanti (E. XII.51)]
- Libro XII [Ciò che si dica essere stato (fatto [?]) con l’autorizzazione di chi non sia stato tutore (E. 43)]
- Libro IV [Sulla chiamata in giudizio (E. V)]
- Libro XII Nel dodicesimo libro la trattazione del giurista si sofferma sugli editti quod eo auctore qui tutor non fuerit (gestum [?]) esse dicatur (E. 43), ex quibus causis maiores viginti quinque annis in integrum restituuntur (E. 44), de lite restituenda (E. 45), de alienatione iudicii mutandi causafacta (E. 46), de restitutione heredum (E. 47 [?])[480].
- Libro XI [Sulle reintegrazioni (E. X)]
- Libro X [Sui calunniatori (E. IX.36-38)]
- Libro XI [Sulle reintegrazioni (E. X)]
- Libro XIII [Sulle assunzioni (E. XI)]
- Libro IX [Sui cognitori, sui procuratori e sui difensori (E. VIII.2)]
- Libro VI [Sui vadimoni (E. VII. 17-24), 1]
- Libro VI [Sui vadimoni (E. VII.17-24), 1]
- Libro XIII [Sulle assunzioni (di un impegno) (E. XI)]
- Libro X [Sui calunniatori (E. IX.36-38)]
- Libro XVI [Sul testamento contrario ai doveri verso i congiunti]
- Libro VII [Sui vadimoni (E. VII.17-24), 2]